Introduzione
Il Cannabidiolo (CBD) è uno dei fitocannabinoidi più studiati per il suo potenziale terapeutico, in particolare per disturbi neuropsichiatrici, infiammatori e dolore cronico. Gli oli al CBD, ottenuti da varietà di Cannabis sativa L. con basso tenore di THC, sono ampiamente disponibili sul mercato europeo come integratori alimentari. Tuttavia, la mancanza di regolamentazione specifica solleva interrogativi sulla qualità, accuratezza dell’etichettatura e sicurezza di queste preparazioni.
Obiettivi dello studio
Questo studio ha analizzato 14 campioni commerciali di oli al CBD provenienti da diversi Paesi europei. L’obiettivo è stato valutare contenuto di cannabinoidi, impronta terpenica e stabilità ossidativa, confrontandoli con un olio galenico a base di Bedrolite come riferimento qualitativo.
Risultati principali
Contenuto di CBD
Il contenuto di CBD risultava significativamente diverso rispetto al dichiarato in 9 dei 14 campioni. In alcuni casi le concentrazioni erano inferiori o superiori ai valori indicati in etichetta, con implicazioni importanti per l’efficacia e la sicurezza.
Altri cannabinoidi rilevati
Sono stati rilevati THC, CBDA, CBN, CBG e CBDV. In un campione, il THC superava lo 0,3%, nonostante la dichiarazione di ‘THC-free’. La presenza di CBN è stata associata a processi di ossidazione della pianta.
Profilo terpenico
L’analisi dei terpeni ha evidenziato forti variazioni tra i campioni, con α-pinene, β-mircene e limonene come composti più rappresentativi. Le differenze riflettono i metodi estrattivi e la qualità della materia prima.
Stabilità ossidativa e residui
La presenza di prodotti di ossidazione lipidica e tracce di solventi (come dimetilbenzene) è stata rilevata in alcuni campioni. Il campione galenico di Bedrolite mostrava i valori più bassi, confermandosi come riferimento di qualità.
Conclusioni
I risultati evidenziano l’urgenza di regolamentazioni uniformi per gli oli al CBD, a tutela del consumatore. L’approccio galenico, supportato da analisi certificate e controlli standardizzati, garantisce maggiore affidabilità rispetto ai preparati commerciali privi di controllo.
Radmila Pavlovic¹², Giorgio Nenna³, Lorenzo Calvi², Sara Panseri⁴*, Gigliola Borgonovo⁵, Luca Giupponi¹², Giuseppe Cannazza⁶, Annamaria Giorgi¹²
¹ CRC-Ge.S.Di.Mont.—Università degli Studi di Milano
² Dip. Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Milano
³ UPFARM-UTIFAR, Milano
⁴ Dip. Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano
⁵ Dip. Scienze per Alimenti, Nutrizione e Ambiente, Università degli Studi di Milano
⁶ Dip. Scienze della Vita, Università di Modena e Reggio Emilia
* Autore di riferimento: sara.panseri@unimi.it

